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A piccoli passi: essere bambini ed essere genitori nella fase 2

Pillola n. 11 - 18 maggio 2020

Cara mamma, caro papà,

vi avevo salutato il giorno 4 Maggio che segnava l’inizio della Fase 2 e ci ritroviamo oggi in un giorno da ricordare positivamente in quanto vede la tanto attesa ripartenza di tante attività commerciali.

Posso immaginare che tanti tra voi, oggi, saluteranno i loro bambini e bambine per recarsi nuovamente al lavoro, e ci saranno tante emozioni nel vivere questa giornata dopo tanto tempo, soprattutto perché la routine quotidiana subirà delle modifiche e sarà pertanto da riformulare.

Il mio pensiero ai bambini e alle bambine, che in questa situazione rimangono la fascia di popolazione per cui il contenimento del contagio è più difficoltoso: le norme di distanziamento sociale e l’uso dei dispositivi di protezione individuale come le mascherine risultano misure complesse per i bimbi più piccoli.

Ma guardiamo con positività ciò che da oggi sarà possibile fare insieme a loro nuovamente, come per esempio vedere il mare, affondare i piedi nella sabbia e raccogliere le conchiglie, fare una bella passeggiata in bicicletta fino a casa di un amichetto, un pic-nic in famiglia in collina.

 

I bambini probabilmente, soprattutto i più grandi avranno tanti desideri da esaudire, una lunga lista di cose che vorrebbero fare; vi propongo data la ripresa lavorativa di molti genitori, l’idea di creare il barattolo dei desideri con un vasetto di vetro.

I bambini possono scrivere in tanti foglietti le cose che vorrebbero fare ed ogni settimana mamma o papà ne pescheranno uno da avverare insieme. E’ importante, qualora ci sia una modifica della routine significativa, come ad esempio la ripresa al lavoro di uno o entrambi i genitori preparare i bimbi, spiegando che poi torneranno da loro, come sempre, come prima del Covid-19 e del lockdown che abbiamo vissuto. I bimbi più piccoli non hanno ancora concezione del tempo, perciò il prima e il dopo sono concetti astratti molto difficili da comprendere.

 

Vi consiglio la lettura dell’albo illustrato: “Tre piccoli gufi”(di Martin Waddel e Patrick Benson - casa editrice Mondadori), racconta di tre piccoli gufi: Sara, Bruno e Tobia, preoccupati di non veder tornare la loro mamma. Questa lettura,  permette di rivivere ed esprimere alcune emozioni come la paura e il timore di abbandono, ma anche la solidarietà che si crea tra fratelli o coetanei e di come piccoli atti di coraggio aiutino a crescere.

 

Parlare insieme delle emozioni che vivono, aiuta i bambini a non sostare nel silenzio delle emozioni, ma piuttosto a so-stare, a saper stare insieme a loro, a conoscerle, a dare loro un nome. Una delle conseguenze che potrebbe abitare i pensieri dei bambini e delle bambine, ora che iniziamo ad uscire dalle nostre case sicure, rifugio di questi ultimi tempi è il timore dell’altro, in quanto possibile portatore del virus, della malattia. In questo momento, nessuno meglio di voi, può accompagnare i bambini nel riscoprire che l’altro è buono e  non nemico, è molto importante essere ancora una volta chiari, esplicitare quelle che sono le “buone norme” da seguire affinché non si infonda la paura dell’altro da me, che va invece direzionata sul virus.

 

Date voce alle loro domande e paure, ricordando che i bambini filtrano le situazioni rispecchiandosi nella reazioni emotive degli adulti che li circondano.  Posso immaginare quanto, anche voi genitori se da una parte siete felici di poter finalmente tornare al parco, permettere ai bimbi di rivedere gli amici, fare colazione al bar, dall’altra abbiate paura, timore. Il problema è che questa paura i nostri bambini la percepiscono, anche con la mascherina che indossiamo e che copre metà del nostro volto. Cercate quindi di essere sinceri con loro, di non fingere,  è molto difficile dissimulare le emozioni in maniera continuativa e finireste ad un certo momento per non reggere ed avere una vera e propria “esplosione di emozioni”. Perciò siate sinceri, dite loro che il virus è ancora tra di noi, ma sta andando via, che è molto stanco perché noi tutti stiamo combattendo affinché lui scompaia per sempre: i dottori, gli infermieri ma anche ciascuno di noi: perché ci laviamo le mani spesso e bene, perché indossiamo la mascherina, perché rispettiamo le distanze.

Ma proprio perché era un virus molto potente è importante non abbassare la guardia, continuare così.

 

Piccole strategie da mettere in campo nel rivedere i coetanei:

  • per i bimbi più grandi favorite giochi di movimento: una palla può aiutare! Ma anche nascondino, strega comanda colori, un due tre stella
  • con i bimbi più piccoli, portate con voi uno zainetto, magari con giochi facilmente lavabili con un po' di amuchina una volta tornati a casa, una coperta e una buona merenda
  • appena sarà possibile tornare al parco fruendo della zona giochi, introducete la buona prassi di lavare le mani al parco, anche con i gel per igienizzare le mani che ormai non mancano nelle borse di ciascuno di noi
  • quando tornate a casa, rivivete le emozioni provate nel rifare la cosa tanto desiderata, le darete valore, diventerà significativo perché insieme le darete un nome, perché sarà bello iniziare ad esaudire lentamente tutti i poi vorrei... detti in questi ultimi tempi.

 

Valentina

 

Per qualsiasi ulteriore chiarimento o semplice confronto, sono disponibile al numero:

0546-691653

Attendo con piacere vostre richieste rispetto a temi da trattare nei prossimi articoli.

Potete scrivermi all’indirizzo: valentina.laghi@romagnafaentina.it

 

Valentina Laghi

Coordinatrice pedagogica dell'Unione della Romagna Faentina

Servizio infanzia e Servizi educativi integrativi                     

Data ultima modifica: 19 Maggio 2020