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Chiudiamo un racconto e apriamo un altro libro…

Pillola n. 12 - 26 maggio 2020

Buon giorno,

siamo arrivate al capitolo conclusivo della nostra avventura con voi.

In questi mesi abbiamo cercato di dare continuità ad alcune riflessioni che potessero darvi supporto nel periodo davvero eccezionale che abbiamo dovuto affrontare e che stiamo ancora imparando a gestire. Molto abbiamo imparato e ancora tanto sarà necessario imparare da questa esperienza.

Probabilmente le attività dei nidi e quelle scolastiche riprenderanno da settembre e fino ad allora le vostre famiglie continueranno a far fronte alle difficoltà che si paventeranno giorno per giorno, ma con qualche certezza in più di due mesi fa.

Quello che in questi mesi è stato al centro degli obiettivi di questi articoli è la capacità di adattamento ai cambiamenti che l’essere umano mette in atto. Quella stessa resilienza che ci spinge avanti nelle difficoltà.

Tra gli elementi protettivi che mettiamo in campo e ci accompagnano nel corso della vita, quello delle ritualità resta centrale. Il rito è presente in tutte le culture e in ogni fase di vita di un individuo, come elemento culturale e funzionale a segnare l’individuo nel contesto della sua comunità.

In questi mesi abbiamo imparato quanto sono importanti le routine quotidiane per dare stabilità e senso di sicurezza non solo ai bambini. Se ci pensiamo bene, le routine o rituali prendono un ampio spazio della nostra giornata e vita: basti pensare all’organizzazione dello spazio e del tempo, all’organizzazione del lavoro, del tempo libero. Anche i momenti in cui si fa la colazione, il pranzo, la cena sono momenti rituali che acquistano valore simbolico: è il momento in cui tutta la famiglia si riunisce. Inoltre se ci pensiamo bene, anche la disposizione dei membri della famiglia a tavola è predeterminata e esprime chiaramente le relazioni interne al sistema familiare. I clinici che si occupano di famiglia conoscono bene i significati della prossemica all’interno dello spazio terapeutico. Il pranzo della domenica o delle feste raccomandate a casa dei nonni in cui le generazioni si riuniscono è un rituale a forte valenza simbolica. Invitare a pranzo o a cena è un modo sia per dimostrare amicizia e gradimento sia per instaurare nuove amicizie: per creare un legame.

I rituali, in questa chiave, sono un fondamentale contenitore che attraverso le culture e la storia mantiene una forma simile anche se il contenuto può essere diverso. Svolge importanti funzioni, tra cui il passaggio da un’età all’altra della vita, simboleggiare il legame di appartenenza a una comunità, costruire legami e significati comuni, metabolizzare eventi stressanti o traumatici.

Molti altri tipi di rituali famigliari hanno l’importante funzione di fornire stabilità alla vita fungendo da organizzatori. Tramite questi ultimi essa può riuscire ad attraversare con successo periodi di stress e crisi (Fiese et al., 2002).

Per questo motivo con questi articoli vi abbiamo esortati a creare momenti ritualistici in famiglia: per renderla più forte, più sicura e farla diventare un contesto in cui sentirsi protetti.

La conseguenza logica era concludere questo ciclo di “incontri virtuali” con voi con questo ultimo articolo di saluto. 

Speriamo che questo appuntamento settimanale possa aver accompagnato e attenuato i vostri dubbi, le vostre paure o rinforzato le vostre capacità di fronteggiare la situazione.

Siamo consapevoli che il periodo che viviamo sia forse uno dei più complessi che abbiamo affrontato. Siamo certe che però avete acquisito competenze e forza, ma soprattutto sappiamo che avete imparato che chiedere aiuto è sintomo di forza non di debolezza.

Chiedere aiuto o confronto è una prerogativa di menti aperte e pronte a mettersi in discussione e di conseguenza a crescere.

 

Vi ricordiamo che rimaniamo a disposizione per qualsiasi curiosità o difficoltà vi spinga a cercarci.

I nostri recapiti sono quelli indicati:

 

Data ultima modifica: 26 Maggio 2020