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Un'emozione, un gioco

Pillola n. 7 - Lunedì 20 aprile 2020

Cara mamma, caro papà,

ben ritrovati!

Nell’articolo precedente abbiamo trattato il tema del gioco, oggi vorrei provare ad avere un doppio sguardo parlando di bambini e bambine ma anche delle fatiche che stanno vivendo i genitori.

Partendo dai primi, è importante parlare di come questo tempo ampio e fluido tra le mura di casa stia producendo effetti che alle volte portano i genitori a dire dei loro stessi figli: “Non lo riconosco più, è cambiato!”.

Ciò che è mutato non è da ricercare nel bambino stesso ma nelle condizioni di vita che improvvisamente hanno trasformato la quotidianità. I bambini senza avvisi e senza istruzioni si sono ritrovati a vivere una forte contraddizione. Fin dalla loro nascita, vengono educati alla socializzazione, considerati protagonisti attivi e membri della società, stanno vivendo un’inversione di rotta rispetto a come sono stati fino ad oggi cresciuti: ad un tratto soli e distanti dai loro affetti e amici. Questo cambiamento ha portato perdite: di spazio, di ritmi di vita, di relazioni, in alcuni casi anche perdite affettive di cari. Il potere trasformativo del cambiamento che siamo soliti connotare positivamente in quanto associato al raggiungimento di un traguardo, un obiettivo, alla realizzazione di un desiderio lascia oggi posto ad una connotazione negativa in cui bisogna ripensare i momenti di svago, la didattica, la rete sociale. Tutto questo per noi adulti è più semplice, abbiamo la maturità per poter comprendere ciò che sta accadendo, nei bambini invece, specialmente nei più piccoli che vivono il presente ed in cui il pensiero astratto è mancante, che si esprimono solo attraverso la comunicazione non verbale, comportamenti e fisicità, tutto questo risulta maggiormente complesso.

Disturbi del sonno come incubi o ripetuti risvegli improvvisi, ansia, aggressività verbale, paure diffuse, maggiore ricerca di vicinanza con le figure di riferimento, umore altalenante, frequenti capricci, continue richieste alle volte impossibili da soddisfare.

Tutto questo fa parte del momento che stiamo attraversando, un momento doloroso e pieno di fatiche e soprattutto una realtà nuova, per tutti.

Cosa possiamo fare? Da un lato cercare di essere empatici, comprensivi ma dall’altro alcuni atteggiamenti sono difficili da accettare da parte dei genitori e questo porta inevitabilmente a sfoghi, arrabbiature che portano subito dopo il genitore a provare sensi di colpa, a sentirsi sbagliati, incapaci nella gestione quotidiana dei loro bimbi.

Ecco allora alcuni consigli su come poter fronteggiare questo tempo ad alta intensità emozionale:

-La scatola della rabbia: (occorrente: una scatola di cartone (es. scarpe), colori, tempere o pennarelli)

La rabbia è tra le emozioni maggiormente provate dai bambini in questo tempo, (potete farvi aiutare dalla lettura dell’albo illustrato di Mireille d’Allance, Che Rabbia, casa editrice: Babalibri, che troverete sul canale You tube: “Una carezza lontana ma vicina” sul sito dell’Unione della Romagna Faentina).

Colorate la scatola di colore rosso, non chiudetela completamente con lo scotch ma lasciate il coperchio, si deve poter aprire qualora vogliano. Successivamente potrete ogni volta che il bimbo sarà arrabbiato riporre al suo interno la rabbia, proprio come fa Roberto, protagonista della storia. Questo semplice gesto, servirà innanzitutto al bambino a proiettare altrove il capriccio, facendogli concretamente eseguire un gesto. Molto spesso i bimbi mettono dentro un oggetto, lasciateli liberi di inserire nella scatola ciò che preferiscono e qualora vogliano, anche in un secondo momento riprendere.

-Il barattolo della calma:

(occorrente: - vasetto di vetro, per i più piccoli bottiglia di plastica ben chiusa con colla a caldo o scotch affinché non si apra

-glitter stick o brillantini in polvere,

-carta di pacchi regalo o quella delle uova di Pasqua,

-colorante alimentare ma se non lo avete anche colori a tempera

-acqua calda

-shampoo o sapone trasparente)

Questo strumento ispirato alla pedagogia Montessoriana può aiutare il bimbo agitato a calmarsi, autonomamente, scuotendolo infatti i brillantini fluttuano e il bambino incantato ad osservarli si tranquillizza.

Procedimento:

Versate nel barattolo o bottiglietta di plastica per i più piccoli l’acqua calda (lasciate un po' di spazio in alto per consentire di agitare il suo contenuto) poi mettete la colla glitter. Mescolate bene in modo che i glitter si disperdano nell’acqua. A questo punto aggiungete i brillantini e se volete anche la carta regalo o delle uova e mescolate ancora. Unite anche una goccia di colorante alimentare oppure se non lo avete in casa usate i colori a tempera. Infine mettete un po' di shampoo, serve per far scendere più lentamente i brillantini. Avvitate il coperchio sul barattolo (utilizzando la colla a caldo sarete più tranquilli che non possa aprirsi in futuro).Il colore consigliato per ritrovare la calma è il blu.

-E’ un problema grande o piccolo?Fate questa domanda ai bambini durante un capriccio o una richiesta magari accompagnata da urla, distoglierà il bambino in quanto dovrà ricercare una risposta alla vostra domanda. Questa semplice domanda inoltre serve ai bambini per far capire loro che esistono problemi grandi e problemi piccoli, questi ultimi risolvibili insieme o in autonomia.

-Il rito del “fare pace” Mamme e papà non sentitevi sbagliati, questo momento è abitato da tensioni, fatiche, paure per tutti. Cercate di non accumulare la rabbia, è molto meglio un: “Sono triste”, “sono arrabbiata perché hai fatto questo brutto lavoro”, accumulare porta come conseguenza sfoghi eccessivi. Create un rito in cui ritrovarvi dopo l’arrabbiatura: una canzoncina, un abbraccio forte.

-Tollerare la frustazione: i nostri bambini vivono in una società in cui noi genitori cerchiamo sempre di renderli felici, promuoviamo in ogni modo possibile il loro benessere. In questo momento siamo impotenti, il “no, non possiamo uscire”, non ha margine di cambiamento, come invece nella quotidianità un no, può trasformarsi in un si. Da questa difficile e complessa situazione dobbiamo cogliere le positività, insegnerà loro la preziosa capacità di accogliere le frustrazioni, farà vivere loro tempi lunghi e lenti, tempi vuoti per sognare e desiderare ciò che ancora, anzi ora non possiedono.

-Costruire memoria: una foto al giorno, diventerà un album ricordo da sfogliare in futuro (potete aggiungere disegni per un amico o la bustina di lievito con cui avete preparato i biscotti), da portare al nido o a scuola quando si rientrerà, perché accadrà e se ora non possiamo fare loro promesse viste le tante incertezze, o definire tempi precisi rispetto a quando quel giorno arriverà, abbiamo come genitori l’importante compito di mantenere quel filo rosso tra casa e scuola, per continuare a nutrire l’alleanza tra educatrici e famiglie che ogni giorno le educatrici si impegnano a costruire con i voi genitori, e che oggi continuano attraverso strumenti a distanza ad essere vicino a voi e ai vostri bambini anche se lontani.

Valentina

Per qualsiasi ulteriore chiarimento o semplice confronto, sono disponibile al numero:

0546-691653 o all’indirizzo mail valentina.laghi@romagnafaentina.it

Attendo con piacere vostre richieste rispetto a temi da trattare nei prossimi articoli.

Data ultima modifica: 5 Maggio 2020